Scuderlando 121

Il progetto Scuderlando 121 nasce dalla richiesta del proprietario nonché chef del ristorante, di creare un ambiente in cui potessero coesistere le attività di gastronomia, wine bar, birreria e ristorante e nel contempo che tutte le categorie di clienti si sentissero a loro agio. L’architetto d’interni Chiappani ha così optato per una demolizione di alcune tramezzature interne, ridisegnando la morfologia del locale. La cucina, completamente a vista da un affaccio sul bar e sulla saletta/filtro interna, è diventata il fulcro su cui ruotare l’intera attività. Il cliente ha come primo impatto l’angolo gastronomia in cui lo Chef Thomas espone quanto preparato in cucina. Grande attenzione viene riservata anche alle eccellenze del prodotto italiano con la ricerca di produttori attenti alla qualità degli alimenti. Si trova quindi a seguire il banco caffetteria con uno spazio dedicato alla spillatura e una work station per i cocktail. Per chi invece di vivere il locale nella parte adibita a wine bar-birreria cerca un angolo in cui rifugiarsi può scegliere una delle salette interne, in cui gustare le prelibatezze servite dallo staff dello Scuderlando 121. L’architetto d’interni ha selezionato un mood di materiali che abbinati tra loro creano una amalgama che accompagna il cliente nei vari passaggi cromatici. La pietra, rappresentata dal marmo Rosso Verona, legata quindi al territorio di appartenenza. Il ferro, lasciato invecchiare ed arrugginire per poi fissarlo con della vernice opaca all’acqua. Il legno, con un sapiente recupero di legno vecchio dai casolari della campagna circostante, trattato con una lavorazione a spazzolatura e verniciato con cera. La ceramica, mediante l’accostamento di una meravigliosa piastrella con effetto legno, quasi identica al legno del frontale banco, con un pavimento e rivestimento in Maiolica orientato alla tradizione. Il mattone, inserito nella parete di fondo, per accentuare questa ricerca e bisogno estremo del ritorno alle tradizioni contadine. L’artigianalità degli arredi decora quindi l’ambiente, arricchendolo di equilibrio e fantasia, impreziosendo l’atmosfera di eleganza e design. Interessante l’utilizzo di una serie di reti elettrosaldate sospese sopra il bancone del bar che giocano tra loro intersecandosi su altezze e sporgenze diverse, inserite inoltre per indirizzare lo sguardo verso i prodotti esposti e ridisegnare le altezze del locale come un filtro. Di notevole impatto la parete a sud in cui domina una scaffalatura espositiva per vini, composta da suddivisioni verticali minimali in lamiera di ferro a cui sono stati fissati dei ripiani in legno di alto spessore. A lato una vetrina in cui capeggia una pupitre verticale della ditta Ferrari di Trento con un’importante selezioni di vini. Scelta ardita dell’architetto è stata quella di tinteggiare soffitti e pareti e tutta la struttura architettonica con un unico colore che è un RAL marrone grigio 8019. La scelta di questo colore è stata determinata dalla volontà di annullare i confini dell’architettura del negozio in modo che gli spazi e dimensioni interne dei locali non siano più percepibili e che le parti lignee e il rossastro del ferro arrugginito diventino la componente dominante del progetto.

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